La compensazione e il regolamento dei titoli tra diversi Paesi rimangono «troppo costosi»
Slitta la proposta di direttiva per creare un mercato integrato a livello europeo nelle attività di compensazione e regolamento nelle negoziazioni di titoli. La commissione avrebbe dovuto pubblicare una «road map» con l’obiettivo di risolvere il problema del costo eccessivo dei sistemi di clearing e settlement tra i diversi Paesi membri, costo che si ripercuote direttamente sugli (segue...)
investitori. Mentre prosegue il trend di consolidamento, che ha recentemente interessato le attività di post trading, e avanza il progetto che mira a creare entro la fine di questo anno, attraverso la fusione tra la London Clearing House (LCH) e Clearnet, la più grande azienda europea attiva nel settore della compensazione di titoli, la Commissione europea prende tempo e rinvia il varo del progetto di direttiva su clearing e settlement.
Al suo posto, alla fine di ottobre, la Commissione pubblicherà una comunicazione nella quale, sulla base dei risultati della consultazione avviata dall’esecutivo europeo nel maggio 2002 e dei due rapporti appositamente predisposti, traccerà le iniziative che intende prendere nei prossimi mesi. «I sistemi di compensazione e regolamento costituiscono le fondamenta dei mercati finanziari e fintanto che non saremo riusciti ad integrarli non saremo in grado di costruire un mercato unico europeo per i servizi finanziari», spiega Alberto Giovannini, che ha guidato il gruppo di esperti e operatori incaricato dalla Commissione di individuare gli ostacoli esistenti e di proporre soluzioni tecniche per supe-rarli. La mancata integrazione in questo campo comporta infatti che il costo e il rischio del trading transfrontaliero risultino molto più elevati rispetto al caso di negoziazioni interne a uno stesso sistema nazionale. Dopo il varo, nell’ambito del «Piano d’azione sui servizi finanziari» lanciato dalla Commissione nel 1999, di numerose direttive (le più recenti sono quelle sull’insider dealing e gli abusi di mercato, quella sui prospetti informativi, quella sui fondi pensione, mentre il prossimo passo dovrebbe essere la nuova direttiva sui servizi di investimento) tese a creare il mercato unico nei servizi finanziari, su quella che appare la questione più spinosa, Bruxelles preferisce ancora non mettere sul tavolo le proposte normative. Intanto, sui mercati europei il clima si surriscalda: il London Stock Exchange, preoccupato del peso che la rivale Euronext (che controlla Clearnet) avrà sulla nuova società «LCH.Clearnet», si è schierato contro il progetto di fusione tra LCH e Clearnet e ha minacciato di abbandonare LCH per rivolgersi a un sistema rivale.
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