La tournée europea che il Primo Ministro giapponese Junichiro Koizumi ha effettuato la scorsa settimana è rivelatrice dell'interesse con cui il Giappone guarda ai paesi della "nuova Europa", ormai prossimi al traguardo dell'ingresso nell'Unione Europea (segue...)
: dopo una prima tappa a Berlino, le due successive hanno infatti portato il premier giapponese a Varsavia e a Praga.
Gli investimenti giapponesi, che da sempre hanno nell'UE (ed in particolare nel Regno Unito, nei Paesi Bassi e nella Francia) una delle destinazioni privilegiate, hanno da tempo cominciato ad indirizzarsi in modo crescente verso i paesi dell'est europeo che, caratterizzati dalla presenza di mano d'opera qualificata a buon mercato e da ottime prospettive di crescita, rappresenteranno con l'allargamento un prezioso accesso sul mercato europeo.
I due paesi visitati da Koizumi, Polonia e Repubblica Ceca, hanno visto crescere tra il 2001 e il 2002 gli investimenti diretti giapponesi rispettivamente del 15, 9% e del 58,4% (mentre nello stesso periodo in Germania diminuivano dell'11,9%). Le 110 imprese giapponesi attualmente operanti nella Repubblica Ceca hanno fino ad oggi investito, in particolare nel settore automobilistico e in quello dell'elettronica, oltre 2 miliardi di dollari, cifra che non tiene conto dell'investimento da 1,5 miliardi di dollari progettato da Toyota Motors insieme al gruppo francese PSA Peugeot Citröen, diretto a realizzare presso Kolin, vicino Praga, una fabbrica di ultima generazione in grado di costruire, a partire dal 2005, circa 300.000 automobili all'anno. Già oggi il paese del Sol Levante rappresenta il terzo investitore estero nella Repubblica Ceca, ma il trend mostra che il suo ruolo è destinato a crescere ulteriormente.
L'interesse nipponico per la Polonia è più recente. Sul piano politico, l'attenzione di Tokio verso Varsavia è sollecitata dal peso che la Polonia è destinata ad avere nell'UE allargata. "Questa visita è un segno di attenzione verso un paese che, dopo l'allargamento, sarà insieme alla Spagna, la quinta 'potenza istituzionale' europea" ha dichiarato il ministro degli esteri giapponese Jiro Okuyama. Non a caso Koizumi nel corso dell'incontro con il Primo Ministro Leszek Miller ha ipotizzato l'invio di truppe giapponesi nella zona sotto controllo polacco. Ma le discussioni hanno riguardato in primo luogo la via da percorrere per rafforzare il legame economico tra le due economie. Attualmente il Giappone, con circa 600 milioni di dollari, è solo il diciottesimo investitore estero in Polonia, e l'interscambio commerciale tra i due paesi, attestandosi nel 2002 ad 1,1 miliardi di dollari (con un passivo per Varsavia di 900 miliardi di dollari), è ancora debole. Ma sono cifre queste che nel 2001 e nel 2002 (anno in cui gli investimenti nipponici hanno registrato una impennata di circa 352 milioni di dollari) hanno evidenziato una forte tendenza verso l'alto.
Ed una spinta sull'acceleratore potrà darla proprio l'allargamento: una volta entrati nella UE i paesi dell'Est europeo potranno beneficiare degli accordi bilaterali conclusi tra Bruxelles e Tokyo che hanno consentito il forte sviluppo delle relazioni economiche tra Giappone ed Unione Europea.
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