Il Commissario europeo per l'agricoltura Franz Fischler incontrerà domani a Washington Robert Zoellik, rappresentante per il commercio del governo USA e Ann Veneman, Ministro dell'agricoltura statunitense.
Dopo il mancato rispetto, nei settori più importanti, delle varie tappe e scadenze indicate dal calendario per le negoziazioni concordato a Doha nel 2001 e dopo il nulla di fatto delle diverse mini-conferenze ministeriali degli ultimi mesi - ultima quella di Sharm el Sheik - i due giganti del commercio internazionale hanno deciso, in vista dell'incontro dei ministri del commercio che inizierà martedi a Montreal, di affrontare il nodo del commercio agricolo, che resta il principale scoglio nei negoziati in corso.
L'obiettivo sembra essere quello di concordare già per Montreal - ultimo appuntamento prima della conferenza ministeriale che si terrà a Cancun dal 10 al 14 settembre - una linea comune sull'agricoltura in modo da scongiurare che uno stallo in questo settore possa pregiudicare altri settori strategici per europei ed americani.
Scenario questo cha ha già messo sul piede di guerra i paesi esportatori (tra cui molti PVS) riuniti nel Gruppo di Cairns, che temono il ripetersi dello scenario che condusse nel 1992 all'accordo di "Blair House" sull'agricoltura nell'ambito dell'Uruguay Round, forgiato, nell'insoddisfazione di molti PVS, da USA e UE.
Ed in effetti, se sulla questione dell'accesso ai mercati e delle tariffe sui prodotti agricoli le distanze tra Washington e Bruxelles restano, sulla questione dei sussidi agli agricoltori, dopo il recente compromesso sulla riforma della PAC e dopo la "Farm Bill" americana, molte possono essere le consonanze tra le due sponde dell'Atlantico. Le dichiarazioni più recenti delle due parti indicano che l'obiettivo comune potrebbe essere quello di evitare che a già a Cancun si fissino obiettivi chiari e vincolanti in termini di riduzione dei sussidi e delle tariffe, come invece proposto da Stuart Harbison, presidente del comitato per l'agricoltura del WTO. L'Australia, leader del Gruppo di Cairns, chiede invece che Cancun superi l'attuale stallo indicando obiettivi ambiziosi e per voce del Ministro per il commercio Peter Gray avverte che "se non sarà possibile fare progressi sull'agricoltura, non lo sarà per alcun settore".
Se è vero che Cancun non rappresenta la tappa finale del Doha round i cui negoziati si concluderanno alla fine del 2004, tutti concordano sul fatto che se dalla città messicana non verrà una chiara indicazione della direzione verso la quale proseguire i negoziati, questi si areneranno definitivamente. Pericolo tutt'altro che remoto se, per difendere politiche protezionistiche in campo agricolo, e a dispetto di un ciclo negoziale che proprio l'UE aveva voluto battezzare "Development Round", non si terranno in considerazioni le rivendicazioni dei paesi in via di sviluppo, che, dopo le delusioni dell'Uruguay Round e come ha dimostrato Doha ancor più che Seattle, non sono più disposti a stare a guardare.
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